Da martedì 1 aprile sarà operativo anche a Lodi il PUA (Punto Unico di Accesso), primo passo per l’avvio delle attività della Casa di Comunità nel capoluogo lodigiano.
Il PUA sarà allestito nei locali di via Fissiraga (al 2° piano, stanza n. 8), in attesa della conclusione dei lavori di riqualificazione della Palazzina ex Maternità di Viale Savoia, dove avrà sede definitiva la Casa di Comunità di Lodi.
Lo staff del Punto Unico di Accesso è composto da un’Infermiera di Famiglia e di Comunità (IFeC) e da un’Assistente Sociale, all’occorrenza coadiuvate da personale amministrativo di supporto. Il modello organizzativo è lo stesso già adottato nelle altre tre Case di Comunità attualmente presenti sul territorio lodigiano: Sant’Angelo Lodigiano, Codogno e Casalpusterlengo.
Ma che cos’è il PUA? È il luogo dove i cittadini in condizione di fragilità e cronicità (e i loro caregiver) possono trovare orientamento e ascolto, ma anche una prima risposta a problematiche sia di tipo sanitario, sia di tipo socio sanitario e sociale, grazie all’integrazione e alla collaborazione tra ASST, Comuni e Ambito Sociale Territoriale (Ufficio di Piano).
Gli operatori del PUA, dopo l’accoglienza, effettuano un’analisi dei bisogni del paziente e dei caregiver, accompagnandoli ai servizi disponibili in base alle necessità individuate. Quando possibile, i servizi vengono attivati già dal primo accesso al PUA, mentre nei casi più complessi si procede con una valutazione multidimensionale, coinvolgendo in incontri di rete operatori del PUA (IFeC e Assistente Sociale), il medico di medicina generale e, se necessario, altri specialisti (come per esempio neurologo, geriatra, palliativista), psicologi e assistenti sociali dei Comuni o dell’Ufficio di Piano per rispondere in maniera adeguata anche a difficoltà di tipo sociale.
In tutti i casi (semplici o complessi), è di fondamentale importanza la collaborazione tra l’équipe del PUA e il medico dell’assistito, che può anche inviare al PUA segnalazioni di pazienti che necessitano di assistenza ed essere informato sull’attivazione dei percorsi a loro favore.
L’accesso al PUA può, infatti, avvenire direttamente da parte della persona o dei suoi familiari oppure su indicazione di altre figure di riferimento come, appunto, il medico di medicina generale, i medici specialisti o ospedalieri, i servizi di dimissioni protette, il Pronto Soccorso, gli assistenti sociali dei Comuni, le associazioni di volontariato o altre realtà del Terzo Settore.
Il PUA di Lodi sarà aperto con accesso diretto, senza necessità di prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Si può entrare in contatto con lo staff anche telefonicamente al numero 0371 376242 o per posta elettronica: pualodi@asst-lodi.it.
«L’apertura del PUA in via Fissiraga rappresenta l’inizio di un percorso con cui entrano nel vivo le attività che svolgeremo all’interno della futura Casa di Comunità di Lodi. Si tratta di un luogo pensato per offrire cure e assistenza in modo sempre più vicino e accessibile ai cittadini, in particolare quelli più vulnerabili. È inoltre un punto di osservazione privilegiato per comprendere e intercettare il bisogno della nostra comunità, grazie alla indispensabile collaborazione dell’Amministrazione Comunale e degli altri attori sociali che operano sul territorio», commenta Guido Grignaffini, direttore generale dell’ASST di Lodi.
Vale, infine, la pena ricordare il numero degli accessi registrati presso le sedi PUA delle tre Case di Comunità già operative nella Provincia di Lodi: nel periodo aprile 2024- febbraio 2025 sono stati complessivamente 1.144 (582 a Codogno, 308 a Casalpusterlengo e 254 a Sant’Angelo Lodigiano).
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