Secondo quanto si apprende dalle anticipazioni del nuovo DPCM in fase di elaborazione, se una Regione (o un'area più circoscritta) dovesse avere dei parametri di diffusione del contagio tale da portare alla realizzazione di una “zona rossa”, pare che lo stop generalizzato porterebbe alla chiusura anche dei parrucchieri.
"Non possiamo che esprimere perplessità e preoccupazione: una recente sentenza del Tar del Lazio ha dato ragione alle estetiste, decretando che avrebbero potuto e dovuto tenere aperto come i parrucchieri, ma a quanto pare, la nuova versione del DPCM ha risolto il problema chiudendo anche questi ultimi.
A un anno dall'inizio dell'epidemia, crediamo che sia passato il momento delle logiche emergenziali, che hanno obbligato, come soluzione immediata e drastica, alle varie chiusure e lockdown. Con il passare dei mesi, avremmo dovuto, a nostro parere, lavorare per una convivenza con la pandemia, potenziando magari i controlli per garantire il rispetto delle norme di prevenzione, magari evitando le scene assurde che i telegiornali hanno trasmesso nei giorni scorsi. Invece, la soluzione sembra essere la stessa di un anno fa, per il settore delle estetiste e dei parrucchieri, così come per quello della ristorazione: la chiusura.
In questo caso specifico, tuttavia, non ci si rende conto che il danno potrebbe essere addirittura peggiore del beneficio: chiudendo le attività, infatti, si favorisce la crescita di tutti quegli operatori illegali che continueranno a fornire gli stessi servizi in modo abusivo. Questi infatti, oltre a non pagare le tasse per il lavoro che svolgono (cosa che dovrebbe essere di per sé sanzionata e contrastata, vista la caccia all'evasione che è stata promessa e che dovrebbe essere attuata attraverso provvedimenti di dubbia efficacia come la lotteria dello scontrino), non garantiscono il minimo presidio di sicurezza e igiene. La domanda sorge naturale: con la perdurante gravità della situazione pandemica, possiamo permetterci di chiudere tanti imprenditori onesti e seri, che hanno investito un capitale per garantire il rispetto delle norme, e agevolare chi invece non si fa il minimo scrupolo?
Pertanto chiediamo al Governo di rivalutare le misure restrittive consentendone lo svolgimento anche nelle zone rosse e chiediamo a ciascuno la massima responsabilità, per il bene di tutti".
UNIONE ARTIGIANI E IMPRESE LODI
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