Visita guidata al depuratore di Lodi per gli iscritti dell’Unitre di Lodi. Questa mattina una quarantina di iscritti dell’Università delle Tre Età hanno avuto modo di conoscere da vicino come funziona un impianto di depurazione e quali sono i trattamenti a cui vengono sottoposti gli scarichi fognari per eliminare le sostanze inquinanti e restituire acqua pulita all’ambiente.
Porte aperte quindi al depuratore di via del Costino, a Lodi, il più grande tra i 68 impianti di depurazione gestiti da SAL, al centro pochi anni fa di un corposo intervento di ammodernamento che si è concluso nel 2017 e che ha aumentato del 33% la capacità di trattamento.
Oggi l’impianto è in grado di gestire gli scarichi civili di 60mila abitanti equivalenti. La visita ha permesso di approfondire la conoscenza del servizio idrico dopo il primo incontro “in aula” dello scorso marzo con alcuni relatori di SAL e dell’Ufficio d’Ambito di Lodi. Sotto la guida di Giuseppe Bertoncini e Ascanio Zamproni del Settore Depurazione di SAL, gli iscritti dell’Unitre hanno seguito il percorso delle acque di scarico, dall’arrivo al depuratore fino alla restituzione dell’acqua pulita nella roggia Molina, che a sua volta si immette nel fiume Adda a poca distanza dall’impianto di via del Costino.
“Una visita davvero interessante – hanno commentato Marilena De Biasi, presidente dell’Unitre di Lodi, e il direttore Stefano Taravella -. Ci ha permesso di comprendere la mole di lavoro che è necessaria per garantire servizi “nascosti” ma indispensabili come la fognatura o la depurazione, e ci ha reso ancora più consapevoli dell’importanza di adottare buone abitudini quotidiane per usare l’acqua in modo sostenibile”.
Un patto ideale insomma tra gestore idrico e cittadini, per prendersi cura – insieme – dell’ambiente in cui viviamo.
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