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PUNTO NASCITE SOSPESO A CODOGNO

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Giovedì 26 Aprile 2018

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"Quello di Codogno è un importante presidio di riferimento per tutto il sud lodigiano. Regione Lombardia ne è consapevole e per questo non è nostro obiettivo depotenziarlo, bensì valorizzare la sua vocazione di ospedale per acuti. Lo abbiamo dimostrato concretamente investendo 1.953.000 euro, solo nel periodo 2015- 2017, per interventi di riqualificazione edilizia e tecnologica".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa organizzata, questa mattina, all'ospedale di Codogno (Lodi), alla quale era presente in rappresentanza del territorio l'assessore regionale alla Protezione Civile e Territorio Pietro Foroni, il sindaco di Codogno Francesco Passerini, il sindaco di Casalpusterlengo Gianfranco Concordati, il parlamentare lodigiano Claudio Pedrazzini ed il direttore generale dell'Asst, Giuseppe Rossi.

"Oltre a valorizzare la sua naturale vocazione - ha spiegato l'assessore - intendiamo potenziare la sua attrattività mettendo in campo una serie di attività finalizzate alla presa in carico del paziente nella fase post-acuta e cronica".

"Per fare ciò - ha proseguito - avvieremo entro dicembre 2018 l'Unità di Riabilitazione Cardiologica con 20 posti letto, entro settembre 2018 il servizio Pneumologico e la trasformazione del presidio in centro-hub per la gestione del Piede Diabetico. Attraverso una riorganizzazione del Blocco operatorio alcune attività chirurgiche di elezione a medio-bassa intensità, saranno inoltre trasferite a Codogno dal presidio di Lodi. Infine, ed infine entro l'autunno 2018 sarà attivata la Scuola di formazione in ecocardiografia".

In riferimento alla sospensione del Punto Nascita l'assessore ha spiegato che "è dovuta alla carenza di pediatri e ginecologi che ha dimensioni nazionali, non solo regionali. In Lombardia dal 2018 al 2020 - ha rimarcato Gallera - si prevede che degli 898 pediatri e 789 ginecologi ora in servizio andranno in pensione nel prossimo biennio 250 pediatri e 300 ginecologi. Se si considera che annualmente gli ingressi nelle scuole di specializzazione sono rispettivamente 56 per pediatria e 51 per ginecologia, si può ben comprendere quale sia l'entità del fenomeno".

"Alla luce di questa situazione - ha sottolineato il titolare regionale della Sanità - stiamo predisponendo un progetto per garantire comunque alle gestanti un'assistenza costante per tutto il percorso nascita pre e post parto".

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