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SVOLTA NEGATIVA PER L'INDUSTRIA IN LOMBARDIA

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Martedì 30 Luglio 2019

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La produzione lombarda, in sintonia con il peggiorato clima economico internazionale, presenta una svolta negativa del dato congiunturale (-1,2%) per l’industria, mentre per l’artigianato il risultato rimane positivo seppur contenuto (+0,2%).

Anche il dato tendenziale presenta lo stesso schema, negativo per l’industria (-0,9%) e leggermente positivo per l’artigianato (+0,3%).

Peggiorano le aspettative sulla domanda sia estera che interna. In miglioramento, invece, le aspettative degli imprenditori industriali per la produzione, dopo ben quattro trimestri in peggioramento continuo. Quadro peggiore per l’artigianato, con saldi negativi per le aspettative di tutti gli indicatori.

Il focus di approfondimento sulle filiere e relazioni tra imprese rileva una scarsa propensione delle imprese lombarde ad attivare forme di aggregazione e partnership.

L’analisi realizzata su clienti e fornitori evidenzia le differenze tra imprese industriali e artigiane, con le prime che sono in relazione con imprese di maggiori dimensioni, raggiungono mercati più distanti (spesso anche esteri), e sono inserite in supply chain più lunghe.

I dati presentati derivano dall’indagine relativa al secondo trimestre 2019 che ha riguardato un campione di più di 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.500 imprese) e artigiane (più di 1.100 imprese).

L’occupazione per l’industria presenta un saldo positivo (+0,3%), grazie a un tasso d’ingresso che sale al 2,2%, contrastando la crescita del tasso d’uscita (1,9%). Considerando la variazione congiunturale al netto degli effetti stagionali la variazione è nulla. In aumento il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 6,8% e la quota sul monte ore allo 0,8%.

Anche nell’artigianato il saldo occupazionale è positivo (+0,7%) ma, in questo caso, per via della riduzione del tasso d’ingresso al 2,8% non contrastata dal tasso d’uscita che rimane stabile al 2,1%. Considerando la variazione congiunturale al netto degli effetti stagionali, il risultato rimarca la stabilità dei livelli con una variazione leggermente positiva (+0,4%) in linea con lo scorso trimestre. In calo il ricorso alla CIG con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 2,6% e la quota sul monte ore allo 0,5%.

 

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