Una risposta organizzata per ogni rischio naturale o generato dall'uomo.
E' il Piano Provinciale per la Protezione Civile messo a punto dalla Provincia di Lodi.
Nel tardo pomeriggio di oggi è stato presentato ufficialmente, nella Sala dei Comuni dell'ente di via Fanfulla, all'Assemblea dei Sindaci, l'organismo di controllo della Provincia stessa.
"Si tratta del primo Piano di Protezione Civile in Lombardia giunto ormai in dirittura finale" ha detto soddisfatto Fabrizio Santantonio, presidente della Provincia, che ha ricordato quali passaggi attendono ancora lo strumento di programmazione: "Il Piano deve essere fatto proprio dal consiglio provinciale, accedere alla Prefettura e passare poi alla Regione per la sua approvazione definitiva".
Il documento dovrà poi essere recepito dai singoli Comuni della provincia ed applicato nei casi di necessità.
"Non si tratta di un progetto 'chiuso' - ha osservato Santantonio - ma dovrà essere aggiornato sistematicamente per dare risposte adeguate alle emergenze che, di volta in volta, si presentano nel territorio".
A metterlo nero su bianco è stato un gruppo affiatato di tecnici della Provincia, con l'apporto dei vari enti coinvolti direttamente nella sua stesura: la Regione, l'Aipo - l'Agenzia per il Bacino del Po -, e il Consorzio Muzza Basso Lodigiano, enti presenti all'incontro - dal vivo e online - con i sindaci della provincia.
A coordinare i lavori ci ha pensato Angelo Madonini, consigliere provinciale delegato proprio alla Protezione Civile, che dal maggio di due anni fa ha fatto in modo che la Provincia potesse dotarsi quanto prima di questo importante strumento di programmazione territoriale.
Di quali rischi si occupa ? Quelli a noi più famigliari come quello idraulico e idrogeologico - le piene di Po, Adda e Lambro fanno sempre paura -, ma anche quelli meno frequenti ed evidenti come quello chimico - la presenza di aziende specializzate nel settore o il trasporto di liquidi pericolosi - e persino quello nucleare: ciò che resta della centrale di Caorso è ancora lì a ricordarcelo.
Per ogni evenienza il Piano prevede risposte coerenti e organizzate da parte della Protezione Civile, forte anche dell'apporto dei vigili del fuoco.
Non solo; il territorio è stato ripartito in quattro aree ciascuna delle quali affidata ad una città rappresentativa: Lodi per l'Adda Nord, Sant'Angelo Lodigiano per il Lambro, Casalpusterlengo per il reticolo centrale e Codogno per l'asta del Po; con un'area specifica sulle colline banine affidata alla Squadra Anti Incendio Boschivo ed al Comune di Graffignana.
Scelta fondamentale per i vari gruppi di Protezione Civile presenti sul territorio: formazione costante e approfondita.
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