"Siamo al paradosso. A Lodi, per concedere agevolazioni sui servizi scolastici, come la mensa, abbiamo chiesto ai cittadini extracomunitari di presentare documenti per attestare i redditi e i beni che posseggono nei Paesi d’origine - redditi e beni dei quali non sarebbe altrimenti possibile accertare l’esistenza. Questa richiesta è valsa al Comune una condanna per discriminazione, nonostante fosse supportata dalla normativa nazionale e dalle direttive regionali e fosse finalizzata esclusivamente a garantire gli sconti sulle tariffe a chi davvero ne ha bisogno" rileva oggi il sindaco di Lodi, Sara Casanova.
"A Sesto San Giovanni invece il Comune ha vinto una causa intentata da una cittadina extra Ue che non era in grado di dimostrare il possesso di beni immobili nel proprio Paese. In questo caso - osserva la Casanova -, non solo il Tar di Milano ha sottolineato l’assenza di discriminazione, ma ha anche chiarito che il motivo dell’esclusione della cittadina dalla graduatoria per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica è da ricondurre all’assenza di uno strumento operativo che nel suo Paese d’origine consenta di accertare l’appartenenza dei beni immobili".
"Alla luce di quanto accaduto a Sesto San Giovanni - conclude il sindaco -, bene ha fatto il Comune di Lodi a ricorrere in appello sulla vicenda delle mense. Ho fiducia che la giustizia faccia il suo corso e che venga riconosciuto che la nostra Amministrazione non ha discriminato nessuno, ma, anzi, ha agito perché ci fosse parità di trattamento tra tutti i cittadini, italiani e stranieri".
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