La consigliera regionale del PD Roberta Vallacchi martedì prossimo, 18 giugno, alle 9, parteciperà al presidio organizzato dalla Coldiretti sotto palazzo Lombardia per chiedere il contenimento dei cinghiali.
“Da mesi- attacca Vallacchi- chiediamo alla Regione di mettere a punto un Piano regionale straordinario per il contenimento dei cinghiali previsto dalla legge 157/1992, ma fino ad oggi la giunta Fontana è rimasta inerte e completamente inadempiente. Il diffondersi della peste suina è stato sottovalutato e preso con leggerezza. Questo nonostante la necessità denunciata da tempo da più parti di metter in campo azioni e strumenti efficaci per fronteggiarla. Da parte nostra è dal giugno 2023 che denunciamo l’estremo ritardo di Regione Lombardia su tutte le misure di prevenzione necessarie ad arrestare il diffondersi del virus. Dal primo caso di peste suina ad Ovada, nel gennaio 2022, si sarebbero dovute mettere in atto tutte le misure di prevenzione per le aziende del settore. Invece Regione Lombardia è intervenuta in maniera insufficiente e con estremo ritardo, tant'è che il primo bando per le aziende per attuare le misure di prevenzione è del giugno 2023, e limitato ad alcune zone del pavese già profondamente colpite, e il secondo bando, aperto a tutte le aziende, è dell’inizio 2024 e sarà concluso solo alla fine di quest'anno. Il commissario nazionale aveva previsto un Got (Gruppo operativo territoriale) per ogni provincia, ma in Lombardia prima erano stati ridotti ad uno per l’intera regione e ora riportati ad uno per distretto, mentre i distretti non sono ancora stati definiti. Ad oggi non abbiamo ancora neppure dati certi su abbattimenti e ritrovamenti positivi e negativi di cinghiali”.
“L’unico provvedimento varato- aggiunge la consigliera dem- è il Piano di gestione, controllo ed eradicazione della peste suina africana (PSA), adottato dalla giunta il 30 aprile scorso, che deve però essere applicato nel più breve tempo possibile, ma non è comunque sufficiente: si concentra nell'eradicare i cinghiali nelle aree già oggi colpite dal virus, (Pavia e Lodi) ma lascia scoperte le province di Cremona, Mantova e Brescia. Ma non è questa la strada da percorrere: dobbiamo prevenire il contagio, non inseguirlo”.
“Oggi – conclude Vallacchi- in imperdonabile ed estremo ritardo Fontana vara una nuova ordinanza, ma difficile credere che possa essere una risposta concreta al problema”.
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