"La frenesia di strumentalizzare l’inchiesta su Onlus e migranti allo scopo di scatenare una squallida polemica politica e l’arroganza di ritenersi sempre al di sopra di qualsiasi principio di cautela e verità hanno fatto commettere alla sezione di Lodi della Lega un riprovevole scivolone".
Lo scrive in un comunicato la segreteria del Pd lodigiano.
"L’equivalenza tra “coop rosse” e sfruttamento criminale dell’accoglienza degli immigrati insinuata nel comunicato dei leghisti lodigiani suona ancor più vergognosa e offensiva se si considera che tra le persone colpite da provvedimenti cautelari figura anche un ex consigliere comunale di un paese del territorio eletto in una lista civica di centrodestra appoggiata da Lega e Forza Italia" replica il Pd.
"Le accuse di falsità e di ipocrisia lanciate dalla Lega di Lodi alla sinistra, nonché quella infamante di complicità nel traffico illegale di esseri umani, vengono quindi respinte.
Il meccanismo criminale portato alla luce dagli inquirenti (che devono essere ringraziati e sostenuti per il loro lavoro e la loro vigilanza) indigna ogni cittadino onesto, ma l’inqualificabile tentativo di speculare sulla vicenda per dipingere gli avversari politici come in qualche modo responsabili (per inerzia, per sottovalutazione, se non persino per sostanziale connivenza) non può essere accettato e va ben al di là di qualsiasi schermaglia dialettica" dicono dal Pd.
"A differenza della Lega - conclude la nota -, il Partito Democratico non commetterà l’errore di giungere a conclusioni affrettate e non cadrà nella maldestra tentazione di avventurarsi in accuse politiche generiche".
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