"Siamo felici che il comune di Lodi pianti alberi e ripulisca dai rifiuti le sponde dell’Adda.
Abbiamo letto anche che le 5 mila piantumazioni all’Isolabella sarebbero “la più importante opera realizzata negli ultimi 10 anni a Lodi” e allora il sorriso ci si è subito spento.
No, speriamo davvero di no. Perché la “grande foresta di pianura” era un bel progetto intrapreso dodici anni fa, le cui piante avrebbero dovute essere innaffiate e le nuove finanziate, con convenzione provinciale allegata all’autorizzazione ministeriale per la centrale elettrica di Sorgenia a Bertonico.
Una decina di milioni di euro da usare anche per creare 50 ettari di foresta, quindi ben più di 5 mila alberelli e che oggi avrebbero dovuto essere già cresciutelli. A discolpa ci viene ricordato che, eletto in Provincia Pietro Foroni, sia stato deciso di forestare solo i comuni nelle immediate vicinanze della centrale, che però non disponevano di 50 ettari.
Tra discussioni e avversità politiche, all’interno stesso del partito di governo in Provincia e a Lodi … siamo così arrivati ai nostri giorni.
A noi cittadini rimane l’amaro in bocca perché queste foreste ci erano state proposte come “compensazioni” ambientali, come risarcimento parziale dell’inquinamento della centrale a gas fossile.
Dopo 10 anni abbiamo solo inquinamento senza foreste. Non basta.
Al progetto sull’Isolabella, realizzato e pagato dalla società Sorgenia Power spa, per quasi 200 mila, il comune ha aggiunto anche interventi di riqualificazione e il taglio di 250 alberi (180 robinie) cresciuti spontaneamente lungo le sponde fluviali, che, a proposito di compensazione, continuavano a catturare un po’ della CO2 fossile della centrale.
Gli alberi spontanei non servono nei parchi urbani o nei giardini, ma contribuiscono anch’esse a fare foresta e un po’ di robinie cresciutelle, insieme a polloni e piantine, non fanno male a nessuno.
I più esperti ci ricordano inoltre che non è corretto parlare di “compensazione” ambientale o climatica quando si piantano alberi in prossimità di zone urbane. Ancor meno ha senso contare gli alberi come amano fare i nostri amministratori, quando parlano di centrali e di supermercati.
Le alberature dei viali di Lodi hanno valore di volta in volta monumentale, di arredo urbano, per il microclima, per l’avifauna, per l’ombra alle panchine.
I parchi e le foreste urbane svolgono, come ogni piccolo ambiente naturale, servizi “ecosistemici” e di coesione sociale, nei parchi si gioca, ci si innamora. Gli alberi sono indispensabili per la salute dell’ambiente urbano e per il benessere dei cittadini: per questa ragione si debbono piantare migliaia di alberi ogni anno (Milano, che è più grande, ha in programma di piantare 3 milioni di alberi).
Tutti gli anni, non solo a 3 mesi dalle elezioni.
Altra cosa sono le “compensazioni” per le emissioni (della centrale o dei nuovi supermercati) che provocano cambiamenti climatici. Le grandi foreste, nei secoli e millenni, catturano CO2, dopo milioni di anni hanno cambiato il clima sulla terra. Per questa ragione gli accordi globali sul clima riconoscono e calcolano (“compensano”) il ruolo delle grandi foreste (Amazzonia, Indonesia, ecc) da conservare e ampliare per le future generazioni.
Ma non riconoscono più “compensazioni” per piantare alberi nei parchi europei. Non avrebbe senso: per compensare centrali e supermercati lodigiani non basterebbe neppure l’intera superficie di tutta la provincia, neanche tornando alla foresta umida primordiale che gli antichi romani hanno conteso ai celti più di 2 mila anni fa. Dal Comune di Lodi, da questa e dalla prossima amministrazione, ci attendiamo un Piano del Verde Pubblico (giardini, parchi e foreste urbane) che pianifichi che fare tutti gli anni, stagione dopo stagione".
Legambiente - Lodi Vivibile
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